Origine dei Veneti

AIUTACI A FINANZIARE LA RICERCA SULLE TUE ORIGINI VENETE!

VENETIAN AMBASSADORS e' orgogliosa di essere la prima fondazione a raccogliere fondi per sponsorizzare il: 

 PROGETTO APLOTIPI VENETI: COME LA SCIENZA GENETICA CI RACCONTA L'EPICO VIAGGIO DEI NOSTRI ANTENATI.

 Leggete bene il prospetto illustrato qui sotto cortesemente dall'esperto Dott. Piero Favero, tenendo conto che:

 Fase 1 e 2: costi minimi di ricerca.

Fase 3:

  • 20,000€ per un campionamento di almeno duecento soggetti in Veneto, costi di reclutamento, test di laboratorio, staff di due ricercatori, di cui un project manager a tempo pieno per tre mesi.
  • 150,000€ per 3 campionamenti di almeno duecento soggetti (Polonia, Paesi Baltici, Bretagna), costi di reclutamento e viaggi e costi di staff di almeno 4 ricercatori (tutti) a tempo pieno per 12 mesi.

Fase 4- 5:

  • 250,000€ per test osteologici/archeologici ed estensione ricerca ad Anatolia settentrionale, con staff di 7 esperti (tutti) a tempo pieno per un periodo di un anno.

NON OCCORRONO 420,000€ per tentare di convalidare l'affascinante tesi narrata per secoli dagli storici che Turchi, Ucraini, Baltici, Polacchi siano piu' legati ai Veneti di quello che sembra.

 Ne' che i Bretoni affrontati da Giulio Cesare in Francia prima dell'invasione della Gran Bretagna nel 53 A.C. e da lui stesso ammirati per valore militare e capacita' commerciali fossero Veneti del nostro stesso sangue.

BASTANO 20,000€ per un semplice controllo incrociato di aplotipi veneti con le banche genetiche che abbiamo gia' per aprire una breccia rivoluzionaria nel mondo dell'etnologia.

 Aiutaci almeno nella prima fase di questa ricerca donando almeno 10€ alla nostra fondazione, cliccando sul bottone arancione con il logo del leone a fianco oppure con un bonifico sul conto:

Venetian Ambassadors:

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SPECIFICANDO “PROGETTO APLOTIPI VENETI” nella causale del tuo versamento, cosi’ da non confonderlo con i tanti progetti che VA promuove per il bene dei Veneti.

PROGETTO: CLADI DELLE MIGRAZIONI VENETE

Dagli studi linguistici di Françoise Bader (Università della Sorbonne) e di Jadranka Gvozdanović (Università di Heidelberg) emerge l’unità culturale di antiche popolazioni con nome venetico insediate nell’area Baltica, Atlantica e Adriatica. Lo studio genetico degli aplotipi nell’area di queste popolazioni potrebbe confermare una comune radice.

Qual’è l’utilità di scoprire l’origine dei Veneti nella diatriba tra ipotesi di autoctonia e ipotesi di una migrazione?

L’interesse scientifico è rilevante perché potrebbe evidenziare un ruolo importante dei Veneti nella costruzione del substrato culturale di gran parte dell’Europa.

L’indagine genetica sulle tre aree baltica, atlantica e adriatica può essere organizzata a steps:

1)    Uno studio preliminare basato su una review della letteratura scientifica e sull’analisi dei risultati dei test degli aplogruppi già archiviati nelle banche dati.

2)    Il confronto collegiale di questi dati con esperti di storia antica e con antropologi.

3)    L’eventuale esecuzione di test del DNA mirata su ben identificate microaree geografiche di popolazione con tratti significativi e attendibili.

4)    Estensione dei test su ossa dei primi Veneti cristianizzati e quindi sottoposti a inumazione (prima della cristianizzazione i Veneti erano sottoposti all’incinerazione e quindi il DNA risulta inutilizzabile).

5)    Estensione della ricerca ad altre aree coinvolte nella tematica oltre a quelle citate (per esempio in Anatolia settentrionale).

 Ad ogni step è possibile la pubblicazione dei risultati ottenuti.

PREMESSE SCIENTIFICHE (testo di Piero Favero)

Che cos’e’ un clade?

Un clade - dal greco κλάδος (kládos = ramo) - è definito come un gruppo di organismi costituito da un antenato singolo comune a tutti i discendenti di quell’antenato. 

 Ci sono in Europa circa quaranta rami dell’aplogruppo R1a, tra questi il ramo R1a-Z92 “Nord-Eurasiatico” copre le aree dell’insediamento venetico originario lungo l’area baltica e ucraina occidentale, facendo così emergere sia la linea della prima via dell’ambra (Ponto-baltica) sia della più recente via dell’ambra(Baltico-adriatica).  Ciò che colpisce è in particolare l’evidenziazione dell’area di presenza dell’aplogruppo R1a-Z92 in Bretagna, che potrebbe confermare l’ipotesi di Jadranka Gvozdanović di un’omogeneità culturale tra Veneti baltici e Veneti della Bretagna. Altra sorprendente localizzazione dello Z92 è l’area del lago Van in Anatolia (in Curdo Behra Wanê). Debole è la concentrazione dell’R1a nel territorio italiano, però ciò che è evidente è la presenza nel Nordest italiano e in Slovenia di un’area che ha per centro geografico appunto Venezia.

 E cosa sappiamo degli altri rami di aplotipi R1a?

 Nel complesso del territorio europeo simile estensione geografica nella concentrazione dell’aplogruppo R1a vale per molti altri rami dell’R1a - per esempio l’R1a-M458-L260 (Ramo Slavo-occidentale), R1a-YP578 e l’R1a-YP419 (Ramo Balto-carpatico) -, tuttavia in genere questi non hanno la caratteristica di inglobare anche l’area atlantica.

   Poiché la Cultura di Lusazia è l’espressione più peculiare della popolazione veneta arcaica, il problema è cercare una correlazione dei sottogruppi relativi all’R1a-Z92 e degli altri sottogruppi R1a con la Cultura di Lusazia, considerando il limite del suo arco temporale, cioè il 1300 a. C. - 500 a. C.. L’R1a-M458-L260 (Ramo Slavo-occidentale) e l’R1a-YP578 (Ramo Balto-carpatico) corrispondono ad un periodo intorno al 1000 a. C. e, tuttavia, la diffusione mostrata dalle mappe sembra coincidere con meno aree venetiche rispetto allo Z92.

 Dunque si puo’ dire che il ramo Nord-Eurosiatico sia quello “veneto”?

Il ramo Nord-Euroasiatico (NEA) - caratterizzato appunto da SNP Z92 - si suddivide in due principali sottorami:

1) il sottoramo più antico (NEA-1) ha numerosi aplotipi base che deviano dallo Z280 per 9 mutazioni e la sua collocazione temporale è 3600 ± 400 ybp (anni prima del presente), cioè l’equivalente circa del 2000-1200 a. C.. Il ramo si concentra con intensità maggiore nel nucleo polacco settentrionale e non arriva all’atlantico.

2) il sottoramo più recente (NEA-2) – che arriva all’atlantico - ha 12 mutazioni dall’aplotipo base Z280 e 13 mutazioni dal NEA-1. L’arco temporale comprende 2350 ± 300 ybp, corrispondenti al 650-50 a. C.. E’ interessante notare che entrambi i rami sono coevi con la Cultura di Lusazia: il più antico coevo con il suo esordio nel 1300 a. C. e il ramo più recente con il suo periodo finale, che arriva fino al 500 a. C..

   Con ciò non si vuole affatto affermare che lo Z92 sia l’unico marker della cultura lusaziana o degli antichi Veneti: sia per le popolazioni della cultura di Lusazia, sia per i Veneti propriamente detti, bisogna pensare ad un mosaico, in cui ciò che caratterizza sono i vari sottorami non solo dell’R1a, ma anche dello R1b, del G o dell’I2.

 Dott. Pierangelo Favero

 Medico, scrittore e studioso di etnologia veneta.